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| Credo che ciascuno di noi abbia
sperimentato, almeno una volta nella vita, il ruolo di vittima. È
però importante individuare anche la parte di carnefice che è in noi
, soprattutto in una società come questa, nella quale, se da una parte si
va elevando il livello di consapevolezza dei propri diritti, dall'altra
dovrebbe svilupparsi anche la coscienza di quali strumenti esistano per
indagare i propri disagi e i propri limiti, la propria Ombra, e per capire
quanto ciò sia, per tutti e per ciascuno, necessario. |
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| Io credo che nel mondo esistano
due situazioni: una dove paura, disperazione, miseria, ignoranza, fame,
pericoli e malattia non consentono nessuna consapevolezza e, assai spesso,
nessuna alleanza. Lì si è "vittime" di qualcosa
che va al di là delle singole persone, che è al di fuori di ogni regola:
è la guerra, la povertà, l'emergenza. In quelle condizioni, il mondo è effettivamente
diviso in "chi caccia" e "chi viene cacciato", in "chi viene ucciso" e in
"chi vuole uccidere". La situazione è molto netta, ci sono vittime e carnefici.
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Invece nelle società economicamente avanzate come quelle occidentali, dove esistono leggi, tutele, possibilità, e avanza l'affermazione delle libertà e dei diritti, la persona che vuole crescere e raggiungere la consapevolezza di sé deve prendersi cura del proprio disagio e darsi gli strumenti adatti per affrontarlo. Solo così può uscire dalla condizione di "vittima", reagire, stabilire delle alleanze opportune e "prendere la vita nelle proprie mani". |
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