scrittorincorso
 


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  Credo che ciascuno di noi abbia sperimentato, almeno una volta nella vita, il ruolo di vittima. È però importante individuare anche la parte di carnefice che è in noi , soprattutto in una società come questa, nella quale, se da una parte si va elevando il livello di consapevolezza dei propri diritti, dall'altra dovrebbe svilupparsi anche la coscienza di quali strumenti esistano per indagare i propri disagi e i propri limiti, la propria Ombra, e per capire quanto ciò sia, per tutti e per ciascuno, necessario.

(FRAGILE COME UN MASCHIO)
 

   
  Io credo che nel mondo esistano due situazioni: una dove paura, disperazione, miseria, ignoranza, fame, pericoli e malattia non consentono nessuna consapevolezza e, assai spesso, nessuna alleanza. Lì si è "vittime" di qualcosa che va al di là delle singole persone, che è al di fuori di ogni regola: è la guerra, la povertà, l'emergenza. In quelle condizioni, il mondo è effettivamente diviso in "chi caccia" e "chi viene cacciato", in "chi viene ucciso" e in "chi vuole uccidere". La situazione è molto netta, ci sono vittime e carnefici.

(BIBLIOGRAFIA)
   
 
 

I conflitti più duri sono spesso conflitti tra poveri, tra diseredati,
tra "dannati della terra". Conflitti nei quali il vincitore distrugge il vinto, ma da questa vittoria spesso
non ottiene che l'aggravarsi delle problematiche che hanno determinato il conflitto stesso.

 
Invece nelle società economicamente avanzate come quelle occidentali, dove esistono leggi, tutele, possibilità, e avanza l'affermazione delle libertà e dei diritti, la persona che vuole crescere e raggiungere la consapevolezza di sé deve prendersi cura del proprio disagio e darsi gli strumenti adatti per affrontarlo. Solo così può uscire dalla condizione di "vittima", reagire, stabilire delle alleanze opportune e "prendere la vita nelle proprie mani".

(BIOGRAFIA)