| Le donne e i bambini sono la
classe operaia del mondo. I dati UNICEF parlano chiaro: donne e bambini svolgono i due terzi del lavoro del mondo con un millesimo del guadagno. |
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| Nei confronti della donna sono
ancora molti gli attacchi maschilisti, gli insulti, le offese, le violenze.
Spetta, soprattutto, alle donne prenderne coscienza, rifiutando compromessi,
omertà, falsi vantaggi o squallide, confusive vittorie. Pertanto le donne
debbono, sempre di più, impedire che questo accada, organizzandosi, facendo
alleanza tra loro e operando insieme agli uomini "consapevoli", per determinare
un cambiamento sociale e culturale in tal senso. |
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| Bisogna anche capire che, da
parte di tanti uomini, l'emancipazione e la liberazione femminili vengono
vissute con rabbia, come eventi che determinano in loro una profonda instabilità:
come se le donne li avessero abbandonati, lasciati soli, senza un accompagnamento
"ancillare" al quale erano da secoli abituati; come se li avessero "ingannati"
perché autonome, capaci, intelligenti come o più di loro. |
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Ovviamente, la reazione maschilista
di certi uomini viene vissuta male da quelle donne che non vogliono presentarsi
come "maschi in gonnella", ma nemmeno riconoscere e adattarsi alle più arretrate
e anacronistiche aspettative dell'uomo. Vivono
quindi certi atteggiamenti maschili come un tradimento dell'anima,
che le costringe ad una "doppia solitudine": lontane dal mondo maschile,
si sentono in contrasto anche con quelle donne che, pur di affermarsi, negano,
con i loro comportamenti, l'identità sessuale e culturale femminile. |
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