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La nostra è una società che tende a delegare. E c'è, da parte di tanti, il rifiuto ad assumersi le proprie responsabilità e la tendenza a prolungare all'infinito l'adolescenza. Ma arriva per tutti il momento nel quale "l'adolescenza diventa passato" e bisogna cominciare a pensare che la vita è anche una responsabilità della quale ci si deve far carico in prima persona.

(FRAGILE COME UN MASCHIO)
 
 


   

I giovani, uomini e donne, che oggi hanno trent'anni sono quelli che hanno vissuto una "solitudine affollata", perché sono stati coinvolti nei grandi cambiamenti che vivevano i loro genitori, nelle loro crisi sentimentali e sessuali: "affollati" dai divorzi, affollati dagli aborti o dalla presenza di nuovi fratelli e di nuove relazioni parentali dovute al diffondersi delle "famiglie allargate".

 


 

 L'amore dannoso

Tanti maschi trentenni hanno un atteggiamento nei confronti delle donne che è violento, pur se mascherato.
È un atteggiamento del tipo: "Devi continuare a sostenermi, devi pagare la tua emancipazione". Molte donne della stessa età tendono invece a delegare la soluzione dei loro problemi di vita alla protezione di persone più grandi. Insomma sono uomini e donne alla ricerca non di un partner, ma di una "rigenitorizzazione".

(BIBLIOGRAFIA)

     
 
   

Nella generazione dei trentenni, soprattutto maschi, di oggi, si avverte la tendenza a delegare, l'esigenza di ottenere "tutto e subito", senza rispettare i passaggi e le iniziazioni; una sorta di "ricatto al mondo e alla vita", di deresponsabilizzazione.

   




I trentenni di oggi sono quelli che nutrono le maggiori rabbie nei confronti delle donne, perché hanno vissuto (o "subìto") l'emancipazione e la liberazione femminile delle madri. Perciò si sono sentiti e si sentono schiacciati, umiliati dai grandi cambiamenti che le donne hanno vissuto e stanno vivendo. Le donne di trent'anni, invece, vivono questa situazione come un tradimento degli uomini che tendono a gravarle di tutti i compiti possibili, quasi a far pagare loro l'autonomia conquistata dalle proprie madri e che continua "attraverso" di loro.

(BIBLIOGRAFIA)