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(BIBLIOGRAFIA) (BIOGRAFIA) (NUOVO LIBRO) (AGENDA) |
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| Autore | Argomento | Data | |
| Maria Rita Parsi | Risposta per Paolina Abbate | 26/01/2012 15:58:06 | |
| Gentile Paolina, la pregherei di inoltrare la sua richieesta direttamente alla mia assistente: Dr.ssa Gemma Checchi che risponde al 0685304778. Maria Rita Parsi Buon giorno Sig. Augias, mi chiamo Costantini Loretta e scrivo a nome della Biblioteca Comunale di Santa Maria della Versa (PV). Nel corso dell'iniziativa Valversa Book Festival previsto per le date 14-15 aprile vorremmo organizzare un incontro con Lei. Gradiremmo sapere se è interessato all'incontro se è disponibile in una di tali date e non da ultimo il compenso che prevede per l'uscita. Ringraziamo anticipatamente per l'interesse e attendiamo una risposta . Cordiali saluti Costantini Loretta Biblioteca Comunale di Santa maria della Versa (PV) |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Ersilia | 26/01/2012 15:36:28 | |
| Cara Ersilia, grazie per il suo invito. Le risponderò direttamente sulla mail. Con affetto Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Valeria Mastantuono | 22/01/2012 15:46:07 | |
| Cara Valeria, molto volentieri rispondo alla sua richeita. Il libro è di Robet Hopcke - "Nulla succede per caso" Oscar Mondadori. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Mamma Irene del 09-01-2012 | 22/01/2012 15:43:56 | |
| Cara mamma Irene, la rabbia è un modo per inviare sos: sua figlia vuole omunicarle un disagio, a cui principlmene l'affettivtà può rispondere. Non dica alla piccola: "lasciaglelo" il giocattolo, ma mostri a G che la vuole e a proteggere e riconoscere. Faccia in modo che la piccola restituisca ogni volta il gioco. Non risponda a rabbia con rabbia e, se non si sente pronta (è umano), faccia pure un passo indietro a favore del papà, riservando a sé, per ora, un ruolo più esclusivamente affettivo che correttivo. A Roma ci sono vari ottimi colleghi. Eventualmente si rivolga alla Fondazione Movimento Bambino 0685304778 e chieda dei professionisti a noi collegati, facendo riferimento a questa e mail. Mi tenga informata Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Federica del 15-01-2012 | 22/01/2012 15:42:25 | |
| Non temere, Federica, tutto si assesterà e il rapporto con tua madre verrà recuperato dopo un periodo di elaborazione a distanza da enrambe le parti. Il tuo sogno è indice dei tuoi sensi di colpa ma anche della modalità "ricattatoria" che subisci nel rapporto con tua madre, che lei ha a sua volta subito in famiglia. Quello su cui è bene che tu insista è il trasferimento di mamma a Roma ma non è colpa tua se lei non ne vuole sapere. Mamma è in grado di pagare un affitto? Tuo padre è in grado di contribuire? La dipendenza economca rende spesso le donne ostaggio. Ti consiglio Coelho: Manuale del Guerriero della luce; Saint Exupery Il piccolo pincipe, Schmitt, Odette Toulemonde e De Mello Messaggio a un'aquila che si crede un pollo. Buona lettura e sogni sereni, Federica. Vivi te stessa, la giovane meravigliosa promessa che sei. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta ad Anna del 12-01-2012 | 22/01/2012 15:40:13 | |
| Cara Anna, potete rivolgervi a uno psicologo che ascoltati i bambini, rediga una perizia dove, se lui lo riterrà importante, potrà segnalare i comportamenti dell'insegnte. Il mio consiglio è, prima di contattare lo psicologo, di chiedere un'udienza congiunta delle rappresentanti con il dirigente, dov possiate dimostrarvi risolute a non cedere. E' importante per i vostri bambini. Forza Un abbraccio Mara Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Mirko Federici | 22/01/2012 15:38:04 | |
| Vedi, Mirko, dovreti leggere la tua vita con il setaccio della positività: la ragazza ha solo dimostrato prudenza, magari per via di precedenti relazioni sbagliate; del resto, il primo sì è stato di slancio e questo non è enza significato. Non empre la causa dei comportameti altrui verso di noi sta in noi, spesso sta in loro. La prudenza è indice di valorizzazione del rapporto. L'ex ti cerca? Evidentemente non ei stato una comparsa della sua vita, anche se ha ritenuto che il rapprto non potesse funzionare. Trasforma le perdite in energia, Mirko, e tieni in mano il setaccio di cui ti ho parlato. Un abbraccio Rita |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Silvia Salmeri del 12-01-2011 | 18/01/2012 16:35:55 | |
| Gentile Silvia Salmeri, contatti pure lo 0685304778. Risponderà la mia assistente(Dr.ssa Maria Gemma Checchi) che potrà ascoltare la Sua richiesta specifica e potrà prendere l'appuntamento diretto con me. Cari saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Nicole del 04-01-2012 | 18/01/2012 12:07:10 | |
| Cara Nicole, consideri bene le sue intenzioni, si guardi dentro e si chieda se il motivo per cui non interrompe la convivenza con suo marito sia effettivamente sua figlia o siano anche altre considerazioni, di ordine sociale o relazionale allargato. O forse lei è ancora innamorata di suo marito? Sappia che non è rispetto per i figli impostare un siparietto familiare ipocrita dove tutto va bene e nulla è autentico, perché i figli comprendono la finzione. Sappia che non è rispetto per i figli immolarsi e rinunciare alla propria autostima e serenità, e ciò perché è solo essendo felici che si insegna ai figli la felicità. Ovviamente lei sola può sapere se è il momento o se la cosa effettivamente chieda preparazione e mediazione ulteriori. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta ad Alessandra , mamma di T e V | 18/01/2012 12:05:54 | |
| Io sono convinta che possa essere utile un dialogo con Tommaso, che gli confermi fiducia e nel contempo gli restituisca il padre, con tatto ed empatia, anche negli aspetti di umana fragilità che entrambi gli avete risparmiato per amore, ma che lui sicuramente ha indagato e su cui si è interrogato. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta ad Ester del 06-12-2011 | 18/01/2012 12:04:01 | |
| Cara Esther, innanzitutto la ringrazio per la grande fiducia che lei ripone in me. Mi perdoni per il ritardo ma c'è stato un piccolo intasamento della posta elettronica. Lei ha senz'altro individuato nel suicidio del fratello l'origine del diaturbo. Si tratta di un evento sconvolgente, a cui non sappiamo come ha reagito il contesto familiare ma anche da questa reazione potrebbe riverberare turbamento. Questo bambino deve essere assolutamente aiutato a elaborare un simile lutto, che manifesta con crisi abbandoniche e narrazioni macabre, attraverso le quali segnala la propria disperata impotenza di fronte ad una tragedia grande come quella di vedere un fratello che intende suicidarsi. Parli ai genitori e consigli loro di rivolgersi senz'altro e subito a uno specialista della psicologia infantile ma anche di identificare una figura professionale capace di aiutare la famiglia. Nella sua zona, mi permetto di segnalarle il dr. Giovanni Guarino e la dottoressa Arpino.Mi tenga informata.Le auguro intanto un anno ricco di soddisfazioni professionali nella scuola che lei gestisce con evidente attenzione e amore. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Rispsota a Laura del 16-12-2011 | 15/01/2012 17:59:44 | |
| Non ti devi preoccupare, Laura, della qualità letteraria dei tuoi scritti. La qualità è interiore e l'interiorità difficilmente si esprime in modo piano e coerente. Credo che se tu troverai un terapeuta di fiducia, potrai giovarti della sua assistenza e essere guidata all'analisi di quei flash, che comunque sono significativi. In ogni caso e se ti può servire, continua a scrivermi non come a una psicoterapeuta, dal momento che non sarebbe serio psicoanalizzare a distanza, ma come a un'amica competente. Un abbraccio e auguri per un 2012 di serenità. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Conzia del 26-12-2011 | 15/01/2012 17:57:41 | |
| Anche tu sei importante, cara amica. Per essere importanti non bisogna essere personaggi pubblici né personaggi che parlano ai molti. Spesso parlare ai pochi è più rischioso, più impegnativo, più vero, più rispondente. Ti auguro un anno colmo di propositi, soluzioni, relazioni e percorsi di positività. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Cittadini- Diritti d'infanzia | 15/01/2012 17:56:25 | |
| Se intende parlarne a voce, chieda un appuntamento alla mia segretaria, che ci legge in copia, allo 0685304778. Diversamente, invii le sue domande tramite il sito NAVIGARE SICURI. Saluti e buon anno! Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Luigi | 15/01/2012 17:34:56 | |
| Purtroppo, più che l'ingratitudine, qui è in gioco la carenza di buon senso e l'arroccamento al proprio particolare,purtroppo tipicamente italiano. Un abbraccio e buon Anno! Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta ad Alessandra del 18-12-2011 | 15/01/2012 17:31:32 | |
| A volte è talmente difficile essere educatori, cara Alessandra. Se da una parte è stato bello e molto saggio regalare ai figli le immagini migliori del papà, dall'altro forse non è giunto a Tommaso il negativo di quella biografia in parte parallela e occasionalmente convergente. Il papà bello, il papà buono, che comunicava le cose più belle, desiderato, amato era anche il papà che ricorreva a sostanze: forse l'assomigliargli passa anche attraverso quelle sostanze? Non sono sicura di aver colto una verità, dal momento che ignoro il modo in cui anche la realtà del papà, e non solo la sua mitologia, sia filtrata. E' il momento di far capire a Tommaso che il papà era anche altro, era solitudine, disperazione, sofferenza e senso di colpa. Era un papà molto innamorato dei suoi figli e della sua famiglia ma incapace di goderne appieno per quella debolezza, che avrebbe voluto più di ogni cosa al mondo risparmiare ai suoi figli. Quest'ultimo messaggio lo porga con cautela, per non creare ulteriori sensi di colpa e, se vede che è rischioso, lo eviti. Ma gli faccia capire che deve mettercela tutta per uscire dal tunnel e lo deve fare proprio per e "con" il suo papà, per farlo esistere come papà veramente buono. Un abbraccio e tanti auguri di un anno ricolmo di buoni sviluppi Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Giovanna La Gala | 15/01/2012 17:29:12 | |
| Fallo, Giovanna. Il prossimo Natale invita l'uomo infreddolito all'angolo della strada, fai la sua conoscenza, raccogli la sua biografia, intreccia una comunicazione. Ci sono più persone di quante tu immagini. Non tutti sono "gente". Un abbraccio e tanti auguri interiori Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta ad Alessandra del 17-12-2011 | 15/01/2012 17:27:21 | |
| Cara Alessandra, i suoi dubbi rivelano la forza e la riflessività del suo amore per Arianna. Le dica semplicemente che non tutti i bambini hanno un papà, che ci sono bambini che le mamme amano talmente da volerli anche se non c'è un papà che le aiuti a farli crescere. Sono bambini super-amati e lei, Arianna, è una di questi. Non crei attese o dipendenze, l'aiuti a elaborare un'assenza alla luce di una ricchezza compensativa. Le faccia sentire un amore speciale e non solo a parole. Buon Anno a lei e alla sua piccola meraviglia. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a TIna del 17-12-2011 | 15/01/2012 17:23:34 | |
| Cara TIna, spesso i legami genitori-figli configurano "catene", dove vengono ripetuti copioni che non si riesce a interrompere. Così chi ha avuto genitori anafettivi si pone anafettivo, incapace di contatto fisico.Ma non significa che non ami! Le due vite sovrapposte possono esserlo per simili impostazioni e per l'intrecciarsi di eventi casuali: non trasformarle in una ricetta di vita, in un maleficio della ripetizione. Ricorda che tu sei diversa da tua madre e devi trovare le risorse interiori per sganciare la tua vita e condurla nella direzione dei tuoi personali desideri, senza alibi né paure. Devi volerti bebe e credere in te stessa. Baci auguri di un bellissimo anno! Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Federica del 16-12-2011 | 15/01/2012 16:33:41 | |
| Cara Federica, lo penso di certo e lo pensi anche tu, perché il primo tratto è già stato percorso e si chiama consapevolezza, il secondo anche e si chiama volontà o, meglio, proposito. Tua madre non ti ha abbracciato, forse il contatto non fa parte delle sue modalità, ma si è impegnata a riflettere e non è poco. Questa e mail ti giunge dopo il Natale a tre. Com'è andata, Federica? Intanto, ti auguro un buon anno! Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | AUGURI di BUON NATALE e BUON ANNO a Tutti. | 02/01/2012 16:18:28 | |
| Per i bambini che ricordate, Per i bambini che siete stati, Per i bambini che avete nel cuore, Per i bambini che crescono, Per i bambini intorno a voi, Per i nostri e i Vostri bambini, Buone Feste Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Laura del 13-12-2011 | 16/12/2011 15:31:41 | |
| Cara Laura, grazie della fiducia. Appena avrò un mmeno di tranquillità leggerò il tuo scritto. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Rispsota a Alessandra del 15-12-2011 | 16/12/2011 15:30:00 | |
| Cara Alessandra, prima di darle una risposta, mi permetta di chiederle quali siano stati i rapporti col padre e come sia stato afrontato il tea della tossicodipenenza. Ci sono altre figure "genitoriali" maschili in famiglia? Mi racconti anche qualcosa di Valentina, quasi coetanea di Tommaso e stranamene inesistente nella sua lettera. Queste informazioni mi servono per muoverla a riflettere e per meglio indirizzarla e non per fare un'improbabile psicoterapia a distanza. Cari saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Gionathan del 12-12-2011 | 16/12/2011 15:27:39 | |
| Quanto mi chiedi sulla vita oltre la morte riguarda la fede e non prevede riposte che provengano dall'esterno ma solo da una nostra adesione interiore. Personalmente, credo nella vita oltre e, se vuoi, puoi leggere a questo proposito il mio "Alle spalle della luna", poi ne riparliamo. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Rispsota a Gabriella Gottardi del 09-12-2011 | 12/12/2011 21:01:23 | |
| Cara Gabriella, non essere incalzanti non vuol dire abbandonare. Ci sono momenti in cui per non abbandonare occorre attendere. Sono certa che vostro figlio tornerà ad essere tale ma dovrà autonomamente sviluppare consapevolezza e valorizzare il percorso umano fatto con voi. Evitate assolutamente di mettervi in competizione con la moglie, ditegli semplicemente: ti vogliamo bene e per questo non vogliamo invadere la tua famiglia e la tua intimità, ma ci siamo e ci saremo sempre e siamo sicuri che al momento giusto ti ricorderai di noi e della nostra voglia di abbracciare te e condividere i tuoi affetti. Auguri, cari mamma e papà. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Sara del 09-12-2011 | 12/12/2011 20:58:51 | |
| Cara Sara, proceda con la sua amica con totale naturalezza e semplicità, evitando di evocare i genitori o altro ma soffermandosi al dato di fatto: cara amica, magari evitando il "noi" vs. il "tu", ma parlando singolarmente, sottolineando gli aspetti poisitivi dell'amica e della relazione ma precisando che il rispetto per le persone non può mai significare rinuncia a se stessi, alle proprie passioni, ai propri interessi e ai propri gusti. Parlare con lei francamente sarà dimostrarle considerazione e rispetto e di certo, magari non nell'immediato, sarà apprezzato. Se poi la vostra amica si allontanerà da voi, ciò non sarà necessariamente negativo per la vostra relazione d'amicizia: forse, a distanza, potrà riflettere ed elaborare. In ultimo, ricordi che il il rapporto di amicizia si fonda sulla reciprocità, anche educativa. Cari saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Rispsota a Giuliana del 29-11-2011 | 11/12/2011 17:57:54 | |
| Cara Giuliana, sono Maria Rita e ho bisogno di sapere qual è la tua zona, per poterle consigliare uno psicologo. Quanto a me, ricevo a Roma e Milano. Per ogni informazione può rivolgersi alla mia segreteria: 0685304778 o 3487097644. La dr.ssa Cecchi le potrà darle ogni informazione. Ricordi però che esistono anche punti di assistenza a carico del servizio sanitario nazionale, come il consultorio o alttro centro territoriale. Cordiali saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Laura del 29-11-2011 | 11/12/2011 17:55:16 | |
| Cara Laura, la lettera che mi scrive testimonia un'ansia di raccontare, finendo per non esplicitare i nessi e non pianificare il racconto. Mi spieghi meglio quali atteggiamenti l'hanno condotta ai ricoveri. In realtà un'idea me la sono fatta ma vorrei che fosse lei a svelarsi, a raccontare i suoi comportamenti, magari tralasciando per un attimo la loro interpretazione. Inoltre, mi racconti, se crede, il ruolo dell'amore nella sua vicenda personale. Vorrei precisare che io posso essere la persona amica che può indirizzare, indicare un percorso, dare un consiglio di prossimità. Lungi da me fare psicoterapia a distanza. Non sarebbe da persona "che sa quello che sta facendo". Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Fabiola del 27-11-2011 | 11/12/2011 17:53:34 | |
| Cara Fabiola, Le consiglio un classico: A.De Mello, Messaggio per un'aquila che si cede un pollo. Una lettura distensiva: Schmitt, Odette Toulemonde. Inotre l'immancabile Piccolo Principe. Legga e mi faccia pervenire le sue impressioni. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Giovanna Castagna del 03-12-2011 | 11/12/2011 17:49:44 | |
| I 13 anni rappresentano l'età spesso più problematica della vita, quella in cui ha inizio l'adolescenza e i figli devono conquistare autonomia, spesso contrastando i genitori. Questo rende spesso inadatto il genitore a qualunque intervento, dal momento che potrebbe ottenere l'effetto contrario. Non serve impartire insegnamenti o consigli perché sarebbero rifiutati, quale che ne sia il contenuto. Tenga conto che il distacco dai genitori è necessario alla crescita, sempre che non diventi morboso. Vi consiglio quindi di non insistere ma piuttosto dare a vostra figlia, col vostro comportamento e quello esempi di interesse, entusiasmo, curiosità, impegno, passione, evitando prediche e richiami. Dovreste vigilare senza intervenire troppo, salvo che per fare un discorso responsabilizzante: sei grande e hai capacità, noi ti manteniamo agli studi, quindi non importa come e con che tempi ma ci attendiamo un tuo impegno, fermo restando che per qualunque tuo bisogno noi ci siamo e ci saremo sempre. Una cosa vorrei però chiedervi: vostra figlia ha scelto autonomamente la scuola? Se è stata un po' troppo sollecitamente indirizzata, il rifiuto per lo studio rientra nella ribellione al fatto che si decida per lei. Cari saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Caterina Dotto del 18/11/2011 | 08/12/2011 17:25:14 | |
| Il bisogno di vantarsi in realtà potrebbe nascondere insicurezza, per cui non cercherei di costruire modestia ma piuttosto di costruire proprio autostima vera, introiettata, fondamento di una salute psichica e sociale. Insomma, vantarsi non è indice di eccesso ma di difetto di autostima. Anche l'aspirazione al perfetto, secondo un modello condiviso di perfezione (scolara modello), può rivelarsi col tempo una grande debolezza. E' importante che la bambina impari il rispetto per gli altri non da insegnamenti verbali ma dagli esempi degli adulti e è importante anche che la bambina impari ad accettare le proprie debolezze, come segni della propria identità, su cui costruire forza. Non ci sono ricette prefabbricate per costruire autostima in una situazione come questa ma l'empatia di una madre, agendo nel quotidiano può trovare le giuste occasioni. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Marcella del 15/11/2011 | 08/12/2011 17:23:16 | |
| Cara Marcella, l'adozione è una splendida operazione d'amore ma, come ogni cosa importante, impegnativa. Lei sicuramente era preparata al fatto che un bambino adottato ha alle spalle due abbandoni: quello naturale della nascita intesa come separazione dal corpo materno, comune a tutti, e quella dell'abbandono vero e proprio. Sono ferite, tagli nel tessuto familiare e familiare è una felpa che ci ha ricoperti e ci ha tenuto caldo per l'intera giornata, familiare è il lenzuolo che ha custodito il nostro sonno. Le ferite non si cancellano in un attimo ma chiedono elaborazione e tanta compensazione affettiva. Quindi, forza! Suo figlio manifesta ciò che magari altri occultano, e questo è bene. Non sottolinei le lesioni e non lo colpevolizzi. Costruisca fiabe sulla felpa ferita. Provi a utilizzarla in modo diverso, non se ne disfi. Potendo, gli faccia sentire il contatto della sua pelle anche se ha nove anni. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Matrioska del 14/11/2011 | 08/12/2011 17:17:05 | |
| Cara amica, ciascuno è importante per qualcuno, o lo è stato o lo può diventare. Essere importante per tanti è una bella cosa ma se non sei importante per pochi, rischia di essere qualcosa di virtuale e inautentico. Per pochi intendo gli amici, i familiari, i conoscenti, il prossimo più prossimo. Quello che se ti guardi attorno non potrai che riconoscere e così pure la tua importanza. Allora ti chiedo: cosa si prova a sentirsi importanti per qualcuno? Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Cinzia Carnelli del 14-11-2011 | 07/12/2011 18:58:47 | |
| Cara Cinzia, Sofia, con l'apatia, manifesta un disagio, si pone al centro dell'attenzione, attira riconoscimento. La passività è l'altra faccia della rabbia e spesso nasce dalle stesse cause. Non è bene fare confronti, perché ognuno va considerato a sé e non va colpevolizzato ma compreso, specie a quest'età. Ciò non significa non essere esigenti, ma non farsi travolgere emotivamente nel tranello che, pur inconsapevolmente, Sofia vi tende. La sua passività è il suo grido. Occorre non alimentare ma interrompere la spirale che tale atteggiamento genera. Sarebbe bene ricorrere a un aiuto professionale. Lei però non fa cenno, né in bene né in male, della mamma della bambina. Come mai? Le faccio una domanda da psicologa: é una dimenticanza o una rimozione? Cari saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Marinella del 09-11-2011 | 07/12/2011 18:56:02 | |
| C'è una cosa che non mi risulta chiara, Marinella, nella sua narrazione. Lei parla di una brava psicologa, che vi ha molto aiutato; ora, indipendentemente dall'aiuto a distanza che io le do e le darò sempre molto volentieri, nessun caso è generalizzabile e ognuno va considerato a sé, attraverso una conoscenza di prossimità, come quella della sua brava psicologa. E' meglio non mescolare troppo le voci, Marinella, perché potrebbe crearsi confusione. Quello che posso dirle è che lei dovrà adoperare tutta la sua intelligenza femminile e il suo amore per poter pianificare i rapporti col suo ex marito, ma non ex padre. Vedrà che il tempo consentirà una migliore elaborazione.Sia paziente e saggia. Abitui il bambino a distacchi "omeopatici", dapprima brevi poi sempre un po' più lunghi e sottlinei affettivamente il momento del suo ritorno: lo abbracci e accarezzi. Non trascuri mai il contatto fisico. La psicologa ha parlato col papà? Sarebbe bene che ciò accadesse, nell'interesse del bambino. Aspetto sue notizie Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Federica del 05-11-2011 | 07/12/2011 18:53:11 | |
| Cara Federica, l'amore è anche intelligenza, Federica, e sono convinta che tua madre, messa di fronte ai tuoi argomenti, capirà e prenderà una decisione saggia. Quanto a te, non farti schiacciare nel meccanismo del disagio e non consentire che si ribaltino i ruoli. Rivendica il tuo diritto di essere figlia e sii esigente verso i tuoi genitori, perché queste tue aspettative non potranno che richiamarli a se stessi, aumentandone alla fine autostima e serenità. Fammi sapere Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Maria del 05-11-2011 | 07/12/2011 18:51:41 | |
| Ma tu cosa sai fare, Maria? Possibile che non si trovi un lavoro come governante o badante o stiratrice? Sarebbe importante per te, sia per ridurre la dipendenza che per crearti spazi di lontananza dall'oppressione familiare. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Annalisa del 04-11-2011 | 06/12/2011 21:31:58 | |
| Cara Annalisa, innanzitutto darle esempi di sicurezza e di apertura, lodarla per ogni successo, valorizzarla nei suoi punti di forza. Deve inoltre capire se sua figlia è timida, considerando che la timidezza, se non morbosa, non è affatto un difetto. O se invece si tratta di una chiusura più problematica, che sottende un dolore. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Silva del 29-10-2011 | 06/12/2011 21:29:51 | |
| cara Silva, sì e subito. Ha una persona, una badante con cui condividere la cura di tua madre? Alleggerire il carico è necessario perché non bisogna pretendere troppo da se stessi, si finisce per costruirsi un'identità morbosa che va disinnescata. Per il bene suo e di sua madre. Per non costruirsi un futuro pieno di sensi di colpa. Occorre amore, non sacerdozio. Mi tenga informata. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Giovanna La Gala | 06/12/2011 21:27:59 | |
| Cara Giovanna, io non ho simpatia per i nomi collettivi e, in particolare, non amo il nome "gente". Credo che se impariamo a non vedere gli altri come gente, potremo riconoscere tesori. A quanto so da te, hai un fidanzato e una famiglia: loro, tanto per cominciare, non sono gente. So che tu sai bene queste cose ma o anche che a volte abbiamo bisogno di chi ci ricordi a noi stessi. Per il neurologo, ti saprò dire. Un abbraccio Maria Rita |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Maria | 06/12/2011 16:03:55 | |
| Maria, contatti pure lo 0685304778. Risponderà la mia assistente(Dr.ssa Maria Gemma Checchi) che potrà ascoltare la Sua richiesta specifica e potrà prendere l'appuntamento diretto con me. Cari saluti Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Susanna Contreras del 25-10-2011 | 26/10/2011 22:33:28 | |
| Cara Susanna, forse un po' di psicoterapia potrebbe aiutarla davvero. Non dobbiamo pretendere troppo da noi stessi e dobbiamo essere aperti all'idea di aver bisogno di aiuto per sciogliere i nostri nodi, che di certo affondano nella nostra infanzia. Vede, non esiste un "perché" standard, che vada bene per ogni persona e situazione, ognuno ha il suo "perché" e il lavoro per farlo emergere deve essere svolto con calma e coi tempi e modi dovuti. Ci pensi, Susana, e comunque mi scriva senza problemi. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Federica del 25-10-2011 | 26/10/2011 22:22:35 | |
| Cara Federica, nelle relazioni ognuno mette ciò che può e sa mettere. La sollecitudine è una capacità, che non tutti hanno. Chi sa ben ascoltare difficilmente è una persona grezza, ma a volte è pigra, a volte distratta. Non trasformare le tue amicizie in gare a chi è più amica di chi. E' infantile, non trovi? A volte, del resto, è il bisogno che ci muove. Solo un lungo periodo ti consentirà di valutare. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Simonetta del 23-10-2011 | 26/10/2011 22:16:06 | |
| Gentile mamma, purtroppo la sua lettera mi arriva mancante della parte iniziale e quanto vi si dice non mi dà un'idea della situazione. Faccia un piccolo sforzo e riscriva anche il pezzo mancante. Le risponderò molto molto volentieri. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Marina del 24-10-2011 | 26/10/2011 21:43:19 | |
| Cara Marina, il film non si può acquistare, in quanto i diritti sono riservati ad una casa di produzione. Quindi il film non può essere veicolato se non in determinati contesti e dietro autorizzazioni della casa di distribuzione. Spero che entro breve sarà distribuito sul grande circuito. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Maria del 18/10/2011 | 23/10/2011 21:57:22 | |
| Cara Maria, non ha modo di trovare un'altra sistemazione? Magari, cambiando paese? Credo che restare in quella situazione abitativa e famigliare non le giovi. Non ha parenti o conoscenti, che possano accoglierla, assieme a sua figlia? A volta, a distanza, si riesce ad avere un controllo emotivo maggiore sui propri rapporti e, magari, a vedere le cose con più serenità. Mi spiace saperla malata ma sono convinta che trovare serenità gioverà anche alla sua salute fisica, in qualsiasi modo potrà avvenire tale giovamento. Mi scriva ancora, Maria. Le risponderò sempre volentieri, perché possa sempre sentirmi vicina. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| maria Rita Parsi | Risposta a Federica Graziani del 17/10/2011 | 23/10/2011 21:49:15 | |
| Carisima Federica, se anche tua mamma approva la scelta di finire la scuola a Roma, fallo! E' importante crescere senza procurarsi rimpianti, per scelte non fatte. Potrai restare in comunicazione costante con la mamma e potrete incontrarvi spesso. Hai ragione, comunque, nel richiedere rispetto e attenzione da parte dei famigliari di tua madre. Vedo che sei una ragazza sicura, piena di volontà e capace di coltivare dei sogni. Credo e spero che si avvereranno. Un abbraccio. Maria Rita |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Susana Contreras del 08-10-2011 | 23/10/2011 21:11:40 | |
| Cara Susanna, secondo me fin tanto che c'è competizione, giudizio, sfida non c'è vera amicizia. A volte organizzare o cercare implica una capacità che si può non avere e questo non necessariamente è segno di indifferenza. Mi sembra che tu abbia trasferito nel rapporto di amiizia le schermaglie che avviliscono le relazioni amorose, dove uno misura se stesso nel riflesso dell'altro. Dovresti prendere l'iniziativa se hai voglia di farlo, senza farti condizioare da lei. Inoltre,dovresti coltivare anche altre amicizie, per non crearti dipendenze. Un abbraccio Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Marcella del 26-09-2011 | 16/10/2011 20:43:03 | |
| Il libro è "Onora il figlio e la figlia". Sarebbe importante che lei e il papà della bimba riusciste a condividere le cure e i tempi che riservate a lei,a prescindre dalle disposizioni del tribunale. Il problema non sta nei tre giorni ma nell'eventuale atteggiamento divisionista che vi sta dietro. Non soo in gioco linee difensive o isributive ma la salute di vostra figlia. Si poò cessare di vivere assieme ma non di essere assieme genitori. Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Luisa del 25-09-2011 | 16/10/2011 20:41:16 | |
| Un consiglio posso volentierli darlo a distanza e in questo caso le consiglio di allentare la tensione che inconsapevolmente sta creando attoro al comportamento di suo figlio, rafforzandolo. Il fatto che a scuola riveli positività fa escludere cause di tipo neurologico. Invece di sottolineare il non fatto, provi a valorizzare il fatto, ovvero il successo scolastico, e sorvegli a distanza la maturazione di suo figlio, che è in un periodo di insofferenza verso la famiglia. Tale periodo va comunque, se non assume modalità patologiche, rispettato. Se però ci sono dinamiche famigliari complicate, è bene che vi facciate aiutare, se non da me da qualche valido colega. Io ricevo a Milano ma mi capita di recarmi a Vittorio Veneto, dove esiste un bel progetto dela fodazione. Contatti la mia segreteria allo 0685304778 Un caro saluto Maria Rita Parsi |
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| Maria Rita Parsi | Risposta a Luisa del 08-10-2011 | 16/10/2011 20:37:00 | |
| Potrebbe essere un esperimento interessante, cara Luisa, specie se lei non ha mai rimproverato esplicitamente gli ingrati che la circondano! Specie se non hanno ancora capito di essere stati ingrati. Se lo fa, poi mi racconti! Un abbraccio e molta gratitudine Maria Rita Parsi |
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